Situato in provincia di Siena, l'antico Podere diventa ora la sede di GESCO “Green Energy Center"
Situato nella provincia di Siena, Podere Cerreto, originariamente costruito come torre di avvistamento militare, si trasforma oggi nella sede di GESCO “Green Energy Center”, un centro dedicato all’innovazione e alla ricerca nel campo delle energie rinnovabili e della sostenibilità.
Il progetto, realizzato da ZAG Architecture, preserva e rivela le tracce di otto secoli di storia, aggiungendo un nuovo capitolo che si inserisce in continuità con il passato.

Tradizione, innovazione ed energia sono i tre assi concettuali del GESCO “Green Energy Center”. Originariamente, la proprietà era attraversata dal percorso della Via Francigena – antico tragitto di pellegrinaggio che collega Canterbury a Roma e che oggi passa molto vicino al sito – influenzando la disposizione degli edifici. Per richiamare questa memoria, è stato realizzato un percorso lineare di pietre antiche raccolte in loco, attraversato da un taglio nel muro di recinzione, impreziosito da due lastre in acciaio Cor-Ten e una nuova pavimentazione in travertino, orientata verso il Castello di Monteriggioni, creando così il nuovo ingresso principale.
Tutte le parti esterne e interne degli edifici sono state restaurate rispettando la preservazione storica del sito, operando sia per analogia che per contrasto. I materiali tradizionali vengono valorizzati dall’abbinamento con elementi contemporanei: pietra di travertino, tegole e mattoni in terracotta, acciaio Cor-Ten, acciaio calamina, resina, lamiera stirata, legno e vetro. Le tracce delle precedenti destinazioni d’uso, rinvenute sulle vecchie murature – come antichi camini, nicchie, archi, architravi e aperture preesistenti – sono state lasciate visibili, contribuendo a raccontare la storia del luogo. È stata enfatizzata la massa dei muri portanti, mentre le pareti non strutturali sono state sostituite con divisori in vetro.

La scala semi-ellittica, che parte dal giardino interno e si sviluppa su tutti i piani, rappresenta simbolicamente il flusso dell’energia in natura. Poiché le facciate degli edifici sono soggette a vincoli e non potevano essere modificate per favorire una maggiore luminosità naturale, al centro della scala è stato inserito uno spazio a tutt’altezza, che funge da pozzo di luce. Questo spazio convoglia la luce proveniente dal lucernario verso gli uffici e i laboratori circostanti attraverso aperture nelle pareti interne, contribuendo al risparmio energetico per l’illuminazione. Le aperture, incorniciate in ferro calamina nero, si ripetono in tutto l’edificio: alcune sono allineate per accentuare la profondità degli ambienti, altre distribuite in modo irregolare come le finestre originarie sulla facciata esterna. Esse connettono i vari spazi di lavoro e incorniciano scorci interni e prospettive, così come le finestre esterne incorniciano il paesaggio.
Una resina ruvida e texturizzata sul pavimento richiama il colore delle foglie degli ulivi che circondano l’edificio, unificando i diversi ambienti e creando un contrasto con alcuni “tappeti” di mattoni in terracotta recuperati in loco. Lo stesso materiale è stato utilizzato per la realizzazione di banconi e altri elementi d’arredo, in un costante dialogo tra passato e presente.
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Location: Monteriggioni, Italy
Architecture & Interior Design: https://zagarchitecture.com/it/studio
Design Team: Cristiano Bianchi, Francesco Paparoni, Mattia Scaffei, Laura Figuccia, Enrico Ancilli, Effi Meridor, Anna Pipilis, Boentt Wang, Chloe Lambermont, Angelo Michele Pagano
Main contractor: L'Edilcostruzioni
Consultants
Structural: CME Studio - Cristiano Morini, Paolo Fusi
Electrical: Studio Giglioli HVAC
Lighting: Light Follows Behaviours
Metal finishing: India Gonzato
Photography by Cristiano Bianchi, courtesy of the author