Ridisegnando l’architettura domestica attraverso i vuoti, l'abitazione si erge come un monolite contemplativo nella densa trama urbana di Vijayawada, in India
Nel denso tessuto urbano di Vijayawada, città nello Stato indiano dell'Andhra Pradesh, House of Voids di Studio Urban Form + Objects è una coraggiosa reinterpretazione dell’abitazione urbana in India. Progettata per una famiglia multigenerazionale, questa residenza trasforma i limiti dello stretto lotto sul quale sorge, vincolato da arretramenti minimi e dai principi del Vastu (la scienza dell'architettura indiana) in uno spazio innovativo.
Al cuore del progetto risiede un concetto semplice ma potente: la sottrazione. Invece di massimizzare la superficie edificata, gli architetti hanno scavato una sequenza di vuoti nella parte centrale dell’edificio. Questi cortili verticali, guidati dai principi del Vastu, funzionano come dispositivi spaziali e climatici che catturano la luce naturale, canalizzano il flusso d’aria e instaurano un dialogo visivo e funzionale tra i diversi livelli. Il risultato è una casa definita non da ciò che è costruito, ma da ciò che rimane aperto.

Questi vuoti diventano il fulcro emotivo e comunitario della vita domestica. Sulle terrazze sovrapposte si stendono sottaceti al sole, i bambini giocano, e la brezza attraversa gli spazi nelle ore serali. Perfino la fauna locale interagisce con questa apertura: «La casa riceve occasionalmente la visita di scimmie curiose che si muovono tra i muri», raccontano Prachi Parekh e Vineet Vora, co-fondatori di Studio Urban Form + Objects.
A differenza delle tipiche abitazioni urbane, nascoste dietro alte mura di recinzione, House of Voids interagisce direttamente con il suo intorno. L’ingresso si piega verso l’interno rispetto alla strada, creando una graduale separazione tra spazio pubblico e privato.
Un basamento nascosto convoglia l’acqua piovana, integrando le prestazioni ambientali nella forma architettonica e migliorando l’esperienza pedonale al livello della strada. Questo senso di apertura, di permeabilità accuratamente misurata, definisce il modo in cui l’edificio si relaziona con il suo contesto.

Dal punto di vista materico, la casa si distingue dal suo contesto vivacemente colorato. Rivestita in granito grigio scuro, la facciata evoca una sobrietà scultorea che bilancia le restrizioni del Vaastu sull’uso dei toni neri con un minimalismo estetico moderno.
Un sistema di facciata ventilata su misura permette alla parete esterna di sporgere e smussarsi, generando profondità e ombre che cambiano nel corso della giornata. Listelli verticali in legno ammorbidiscono il volume edilizio, aggiungendo texture, calore e ritmo all’esterno.
Attraverso la sua coreografia di pieni e vuoti, luce e ombra, House of Voids si afferma come una dichiarazione architettonica su come la tradizione possa convivere con l’innovazione. Dimostra che un progetto conforme ai principi del Vastu non deve necessariamente limitare la creatività, ma può invece stimolare nuove possibilità spaziali.
Elevandosi come un monolite contemplativo nella densa trama urbana, House of Voids offre un modello per il futuro dell’architettura domestica in India: introspettiva, reattiva e profondamente umana.
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Location: Vijayawada, Andhra Pradesh, India
Build Up Area: 743 m²
Architect: Studio UF+O
Principal Architects: Prachi Parekh and Vineet Vora
Design Team: Prachi Parekh, Vineet Vora and Aishwarya Gaitonde
Structural Consultant: Weavers Engineering Chennai
Photography by Vivek Eadara, courtesy of Studio UF+O