Showoffice Zumtobel
Trasformare un ambiente neutro ed essenziale in un luogo che è insieme ufficio, showroom e area espositiva: questo l’obiettivo dell’intervento di De Amicis Architetti per i nuovi spazi aziendali di Zumtobel. Il progetto, calibrato sull’identità del brand e sulla storia della sua collaborazione con il mondo dell’arte, mostra come la luce possa essere protagonista percettiva dell’ambiente.
«Il nuovo ufficio non è semplicemente un luogo di lavoro: è un ambiente a misura d’uomo, progettato per offrire un contesto confortevole e di qualità, e al tempo stesso un vivo showcase delle nostre soluzioni di illuminazione», racconta Matteo Cundari, Managing Director di Zumtobel Italia. Un luogo dove i clienti possono «sperimentare in prima persona come la luce migliori il benessere, la creatività e la produttività, trasformando lo spazio in un’esperienza».
In continuità con il lavoro dell’azienda, il progetto è articolato, materialmente e concettualmente, proprio attorno all’idea di luce. La costruzione degli spazi è stata guidata dalla duplice funzione – espositiva e operativa – destinata agli interni: i progettisti hanno affrontato la sfida di mettere in risalto i prodotti dell’azienda, modellando al contempo un luogo capace di trasmettere una precisa visione di lavoro.

La luce per Zumtobel non è solo un elemento funzionale, ma uno strumento emozionale, comunicativo e materico: l’intervento dello studio ha saputo tradurre questa visione attraverso scelte coerenti e distintive. Particolarmente significativa in tal senso è la parete plissettata in vetro, cuore del progetto: un dispositivo che modula l’illuminazione naturale e artificiale, catturando, rifrangendo e moltiplicando i raggi luminosi. Le sue pieghe, integrate con specchi, amplificano le prospettive e creano riflessi dinamici, trasformando la superficie in un filtro visivo e tattile, una trama cangiante che conferisce movimento allo spazio circostante.
L’open space che accoglie la parete ospita le postazioni di lavoro, disposte lungo un tavolo illuminato da faretti e plafoniere su un sistema a binari a soffitto. L’ambiente, ispirato a un giardino d’inverno, si distingue per le ampie vetrate affacciate sull’area verde esterna, con la luce naturale filtrata dalle veneziane.
L’intervento proposto dagli architetti ha origine da una riflessione sulla trasformazione
dei luoghi di lavoro contemporanei, permeati dalle idee di flessibilità, adattabilità, familiarità. La parete, capace di garantire privacy e isolamento acustico pur mantenendo la continuità visiva, ne diventa il fulcro simbolico.
La marcata presenza dell’arte all’interno degli ambienti configura gli uffici anche come luoghi espositivi, contribuendo ad ampliare la sfera di pertinenza del lavoro, a renderla più fluida e permeabile. Tutti gli spazi – dal foyer alle sale meeting, dalla sala da pranzo alla sala circolare polifunzionale – accolgono opere di artisti contemporanei che si distinguono per una ricerca concettuale sulla materia luminosa. Sono lavori che esplorano il rapporto tra luce, cultura e sperimentazione, testimoniando la stretta relazione con il mondo dell’arte dell’azienda, che da sempre collabora con designer e artisti, tra cui Anish Kapoor, la cui opera Brighten the Corners (2012) trova posto all’interno dell’open space.
In questo modo il progetto, oltre a organizzare spazi funzionali, trasforma l’architettura in un dispositivo narrativo capace di raccontare innovazione, sperimentazione e tradurre l’identità e la cultura dell’azienda.
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