L'edificio, inaugurato il 1° novembre, è un nuovo punto di riferimento internazionale per la ricerca, la conservazione e la diffusione della conoscenza sull’antico Egitto
Dopo oltre vent’anni di attesa, il 1° novembre 2025 ha aperto al pubblico il Grand Egyptian Museum. Progettato dallo studio irlandese heneghan peng architects insieme a Raafat Miller Consulting in qualità di architect of record, è il più grande museo al mondo dedicato a una singola civiltà, con più di 100.000 reperti esposti e una struttura di oltre 800 metri di lunghezza.
«Il nostro progetto vuole rafforzare il legame con la storia e con il luogo, offrendo una casa a reperti mai esposti prima, posti sulla stessa terra da cui provengono. Il risultato è un’esperienza che suscita stupore per la vastità e la profondità della straordinaria storia dell’antico Egitto, in modo moderno e senza tempo» ha dichiarato Róisín Heneghan, fondatrice di heneghan peng architects.

Il progetto nasce nel 2003 dal più ampio concorso internazionale mai bandito per un edificio completo, che ha visto partecipi 1.556 proposte provenienti da 82 paesi. Il completamento definitivo è segnato dall’apertura della galleria di Tutankhamon, che svela per la prima volta l’intera collezione di oltre 5.000 manufatti del faraone.

La cerimonia di inaugurazione, curata da TAM Gallery, ha coinvolto più di cento artisti egiziani in un allestimento che affianca al patrimonio archeologico la produzione artistica contemporanea. La direttrice Lina Mowafy ha selezionato opere provenienti da diverse regioni e generazioni, in un percorso visivo che racconta la storia creativa dell’Egitto.


Situato su un antico altopiano modellato dal Nilo, il Grand Egyptian Museum è orientato verso le Piramidi di Giza, con le quali instaura un preciso allineamento, includendole visivamente nell’architettura. Le pareti interne seguono linee radiali che si diramano da un punto focale esterno, mentre la copertura si innalza gradualmente fino a sfiorare l’altezza visiva delle piramidi senza mai superarla.

Il rapporto con il territorio si traduce anche nella progettazione del paesaggio. I Thematic Gardens, la Welcome Plaza e la Grand Hall offrono nuove aree verdi pubbliche per il Cairo, reinterpretando la geografia della valle del Nilo. Cinque ettari di aree espositive all’aperto accoglieranno reperti di grandi dimensioni, estendendo la narrazione del museo oltre le sue mura.

La visita si articola lungo una maestosa scala di sei piani che guida i visitatori in un percorso cronologico. A ogni livello, la scala ospita imponenti statue, tra cui i colossi del faraone Senusret I, e culmina nella nuova Galleria di Tutankhamon, posta al vertice del percorso.

L’uso della luce è uno degli elementi chiave del progetto. I reperti in pietra permettono di introdurre nei principali spazi espositivi la luce naturale, solitamente ridotta nei musei per motivi di conservazione. La struttura in cemento massiccio garantisce stabilità termica, riducendo il ricorso alla climatizzazione artificiale.
Accanto alle aree espositive, il museo ospita uno dei più grandi centri di conservazione al mondo, con 17 laboratori dedicati al restauro e allo studio dei reperti, collegati all’edificio principale tramite un tunnel sotterraneo. È qui che vengono analizzati e preservati materiali di ogni tipo, dal papiro alle stoffe, dalle ceramiche alle sculture.

Concepito come infrastruttura culturale e paesaggistica, il Grand Egyptian Museum rinnova il rapporto tra architettura e archeologia nel contesto di Giza. Il museo si propone non solo come nuovo polo culturale per il Cairo, ma come riferimento museale di livello internazionale.








Location: Giza, Egypt
Client: Ministry of Culture, Egypt
Completion: 2025
Size: 100.000 m² Main Museum and Conference Centre, 18.000 m² Conservation Centre, 11.000 m² Energy Centre
Architect: heneghan peng architects
Architect of Record: Raafat Miller Consulting (Cairo)
Consultants
Landscape: West 8, Sites International Egypt
Façade: Arup, DVArea
Structural, Civil, Traffic: Arup, ACE
Building Services: Buro Happold, Shaker Engineering
Quantity Surveyor, Design team Management: Davis Langdon
IT, Security, Fire, Acoustics: Buro Happold
Lighting: Bartenbach Lichlabor
Signage & Wayfinding: Bruce Mau Design
Exhibition Masterplanning: Metaphor
Museology: Cultural Innovations
Photography by The GS Studio, Grand Egyptian Museum, courtesy of heneghan peng architects